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Cos’é il vino naturale?
Il vino è un prodotto dell’uomo, quindi la definizione stessa di “vino naturale” è di per sé stessa ambigua. Infatti non esistono regole ferree che stabiliscono cosa sia il vino naturale, né organismi che ne certifichino l’applicazione, non esistono nemmeno “bollini” ufficiali o meno (come invece nel caso dei prodotti biodinamici). L’ambiguità è anche dovuta al fatto che l’uso comune della parola “naturale” implica qualità e genuinità, che spesso sono tutte da dimostrare. All’origine di molti di questi discorsi e di più di qualche polemica è il fatto che non esiste una definizione univoca di “vino naturale“.
La selezione che trovate è frutto delle mie degustazioni, ho evitato di inserire vini con difetti.
Esistono, per contro diverse associazioni di vignaioli e diversi “manifesti” con il loro stuolo di adepti e di seguaci, con molti punti in comune tra loro.
Alla base dei vini naturali c’è la filosofia di lavoro e la coscienza del vignaiolo. I metodi naturali per ottenere il vino sono non sempre riproducibili e difficilmente inquadrabili in un unico protocollo. Essi rispondono a competenze artigiane specifiche di un determinato territorio e variano in funzione di aspetti pedoclimatici diversi da zona a zona.
“La bellezza, la distanza da tutto ciò che noi chiamiamo civiltà, l’assenza di moderne architetture, i profumi che pervadono tutto l’anno queste colline, la vista in profondità, a est di Monticchiello, e Montepulciano, il vulcano preistorico del Monte Amiata a sud, le colline ad anfiteatro che proteggono le Ripi a ovest e a nord. Tutto questo, così meraviglioso, ma anche così incontaminato.”
Podere le Ripi nasce a Montalcino nel 1984 da un primo innamoramento di Francesco Illy che acquista il podere da un pastore sardo nei pressi di Castelnuovo dell'Abate, versante est di Montalcino. Fu l’amore che solo un fotografo naturalista può avere nei confronti di un paesaggio cosi intenso. Nel 1999 inizia la sua avventura nella viticoltura con i primi impianti e dal 2011 si avvia verso una conversione biodinamica.
Oggi la tenuta conta circa 31 ettari vitati suddivisi fra i due versanti Montalcinesi, uno ad ovest con terreni alluvionali sabbiosi ricchi di scheletro e l'altro ad est su marne calcaree prive di scheletro; è così che si originano i diversi cinque vini aziendali, ognuno proveniente da singoli appezzamenti, diversi per terroir e per densità. Si parte da impianti da 6.000 viti/ha, fino agli alberelli di Lupi e Sirene da 11.100 viti/ha e al vigneto Bonsai da 62.500 viti/ha (vigneto più denso al mondo).
Tutti i vini subiscono un accompagnamento lento e delicato in cantina, dove grandi tini e botti di legni pregiati sono utilizzati sia per la fermentazione che per gli affinamenti (dai 24 ai 36 mesi a seconda dei vini) per poi terminare con un’armonizzazione in cemento; tutto questo percorso ha come obiettivo quello di esaltare la classicità del Sangiovese a Montalcino e le diverse sfaccettature dei vigneti. Radici profonde, viti in pieno dialogo con ciò che le circonda e la giusta pazienza durante l'invecchiamento sono i requisiti fondamentali per carpire quelle unicità che solo madre natura può creare.
Musella è una fortunata e meravigliosa tenuta storica alle porte di Verona nella direzione del Sol Levante. La sua storia antica ci riporta ai racconti di vite di uomini e donne che nei secoli hanno popolato queste terre e questi boschi ricchi di un fascino d'altri tempi. È la famiglia Pasqua, con Emilio, Maddalena ed Enrico ad aver deciso immergersi in questa pace pensando di vivervi con rispetto e gratitudine; la biodinamica infatti risulta la pratica perfetta per questo rapporto di cura e scambio con la natura.
Un paradiso disposto su 25 ettari di terreno in cui foreste, torrenti e uliveti si alternano a vigneti. La presenza tangibile degli animali del bosco, di fiori e piante spontanei, di insetti che proliferano grazie all’assenza di un inquinamento greve, si mettono in equilibrio l'un l'altro, congiunti alla pratica sempre più discreta e attenta all'osservazione che li porta ad essere gelosi custodi dell'originale integrità, conducendo ad un’energia viva e intensa che si ritrova anche nei vini. Per Maddalena, l'armonia deve essere dappertutto, si può spiegare con la musica o con il sorriso di una persona in pace con ciò e chi lo circonda.
Qui i vigneti tradizionali di Corvina vivono regalando in cambio un Valpolicella puro, brillante, gioviale, tradizionalmente da bere, come piace ai Veneti ed anche un austero Amarone che si manifesta disteso e disponibile, senza costrizione alcuna. Le piccole botti di rovere tostato lasciano pian piano la cantina per dare spazio a grandi botti di rovere quasi non più tostate, a vari contenitori di cemento, uova, ora anche a diversi contenitori di marmo (quello rosso di Verona). Autenticità e rispetto sono i valori che rispecchiano i vini di Musella, capaci di raccontare il loro terroir in modo unico.
L’azienda La Stoppa si trova a Rivergaro, in Val Trebbia, sulle prime colline della provincia di Piacenza, nella punta Nord Ovest dell’Emilia-Romagna. Nella seconda metà del XIX secolo, l’avvocato Giancarlo Ageno scoprì la vocazione vitivinicola di questo luogo e avviò una produzione di vini da lungo invecchiamento, per la maggior parte da vitigni francesi. Nel 1973 l’azienda fu acquistata da Raffaele e Angela Pantaleoni, dal 1991 la figlia Elena la conduce affiancata da Giulio Armani, presente in azienda dal 1980, a cui negli anni si sono aggiunti altri 12 preziosi collaboratori.
La tenuta è composta da 58 ettari di cui 28 destinati a bosco e i restanti a vite. L’agricoltura è biologica e tutte le lavorazioni vengono effettuate a mano da personale interno. In cantina si usano vasche in acciaio e cemento per la fermentazione che avviene spontaneamente, senza l’aggiunta di anidride solforosa e a temperatura ambiente. Si praticano lunghe macerazioni allo scopo di estrarre tutto il possibile dall’uva e di mantenere ben distinte le caratteristiche di ogni vendemmia. Il lungo affinamento nelle botti di rovere è necessario per le uve coltivate su argille rosse molto antiche, ricche di ferro e povere di azoto e permette al vino di maturare lentamente e in modo naturale. Anche il lungo affinamento in bottiglia è necessario perchè il vino trovi il suo equilibrio e sia fedele espressione del territorio dal quale proviene.
Oggi si producono poche etichette, tutte rappresentative del luogo; Trebbiolo, Barbera e Bonarda (da vigne giovani), Macchiona (per un vino di grande longevità), Ageno (unico bianco secco aziendale dalle lunghe macerazioni), per finire con la Malvasia di Candia Aromatica. In corso c’è un progetto di produzione di vino in Cile, che prende il nome di Pisador, da uve Paìs, vigne ultracentenarie nella valle del Maule, a 400 km a sud di Santiago.
In ultimo verso i miei clienti, applicando prezzi corretti, considerati a volte bassi per la dedizione, l’impegno e il tempo, ma sufficienti per pagare i costi, fare investimenti e proseguire con i progetti aziendali.
La cultura è l'unico bene dell'umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire, diventa più grande. Così scriveva Hans-Georg Gadamer, filosofo tedesco. E’ un concetto che metto in pratica ogni giorno, condividendo quel poco che so con tutti coloro che hanno voglia di ascoltare, dai visitatori in azienda, ai colleghi, agli stagisti che prendiamo ogni anno in vendemmia, ai viticoltori cileni che hanno un tesoro tra le mani ma nessuno glielo ha mai detto… ma questa è un’altra storia, alle nostre latitudini ma in un altro emisfero…
Elena Pantaleoni
La cantina si trova nel comune di Greve nel cuore del Chianti (provincia di Firenze) nella regione italiana della Toscana. Il nome (bella quercia) deriva dalle foreste di querce che crescono rigogliosamente qui, che forniscono anche una protezione dalla contaminazione incrociata da parte delle aziende agricole convenzionali. L'azienda è stata fondata nel 1974 dall'industriale Giuseppe (Pepito) Castiglioni attraverso l'acquisto di un vigneto con un ettaro di vite. Si è posto l'obiettivo di produrre vini di alta qualità "che potessero stare accanto ai migliori del mondo". Nel 1988 il figlio Sebastiano Cossia Castiglioni ha convertito la gestione del vigneto prima al biologico certificato e poi, nel 2000, alla viticoltura biodinamica, senza uso di pesticidi (come erbicidi e fungicidi) o altri prodotti chimici di sintesi. Poiché nessun prodotto animale è utilizzato durante il ciclo di produzione dalla vigna alla bottiglia, i vini sono certificati vegani.
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